Donne filmmakers: intervista ad Elettra Fiumi

Donne filmmakers: intervista ad Elettra Fiumi

Eccoci nuovamente sul blog con un’altra avvincente intervista. Parliamo ancora di filmmaking, parliamo ancora di donne ed oggi la protagonista è una persona capace di interpretare ogni ruolo professionale nella produzione del cinema. L’intervistata si chiama Elettra Fiumi che ringrazio per avermi dato la possibilità di raccontare la sua storia. Buona lettura!

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Elettra Fiumi puffin media house

Che lavoro svolgi nel mondo del cinema?

Mi chiamo Elettra Fiumi e sono director producer, shooter, editor e fixer. Ho una casa di produzione che si chiama Fiumi Studios con una base a New York ed una a Lugano da pochi mesi, dove adesso vivo. Lavoro su documentari a corto e lungo metraggio, serie e branded content. 

Come è iniziato il tuo lavoro nel mondo del filmmaking?

Ho studiato Scienze Politiche e spagnolo all’università in USA, ho lavorato per un po’ nel mondo delle riviste di viaggio e del lusso. Siccome mi rendevo conto che internet stava diventando importante e volevo imparare a scrivere per il mondo online, ho deciso di fare un master in giornalismo digitale. Il mio primo giorno alla Columbia Journalism School, mi hanno messo in mano una DSLR e mi hanno detto “oggigiorno è così che sei una giornalista”.  Quindi ho imparato a fare la filmmaker e quando ho finito il programma, ero molto interessata a seguire tutte le parti del filmmaking: dal trovare la storia, ai personaggi, alla location, alle riprese, alla produzione e al montaggio. All’epoca era difficile trovare un lavoro che mi permettesse di fare tutte queste cose. Poi ho tanti interessi e volevo avere la possibilità di seguire contenuti diversi. Perciò ho deciso di fondare una casa di produzione insieme ad una mia amica della Columbia. Abbiamo fatto tanti progetti molto interessanti e dopo 6 anni abbiamo preso strade diverse ed ho fondato Fiumi Studios.

Elettra Fiumi puffin media house

Parlami di Fiumi Studios

Fiumi Studios è un veicolo per portare avanti tanti progetti interessanti e ne sono davvero orgogliosa. Il mio lavoro consiste nell’ingaggiare liberi professionisti, creando squadre di altissima qualita’ ovunque, oppure di essere scelta io stessa come freelance (regista, producer, DoP, montatrice).

Come donna ti è mai capitato di sentirti discriminata sul lavoro?

Una volta mi è capitata un’esperienza difficile, mentre lavoravo come regista per un lungometraggio in USA. Avevo a che fare con una crew molto grande di uomini che hanno reso l’esperienza incredibilmente complicata: dovevamo fare un incontro di produzione la mattina e loro si incontravano prima e poi quando arrivavo mi davano le spalle. A parte questa esperienza, per il resto è stato raro di sentirmi discriminata. Sì, volte ci sono stati episodi, ma di poco conto. È difficile dire con certezza quando si tratta di discriminazione, perché in questo settore la competizione è molto alta. L’importante e’ concentrarsi sul lavoro stesso. Facendolo bene, il resto vien da se.

Cerco sempre di ingaggiare gruppi diversificati  per creare equilibrio. Questo vuol dire sia donne che uomini, background diversi, sogni diversi, nazionalita’ diverse, ecc. Apprezzo la diversità. L’importante è che la gente sia appassionata, professionale e seria.

Elettra Fiumi Puffin Media House

Come vedi il ruolo delle donne nell’industria del cinema?

La cosa importante è continuare ad imparare. Il training al quale ti esponi, che sia lavorare con le persone da cui imparare, fare dei corsi online, workshops, pitches, guardare tanti film, leggere e creare, coltivare le comunità creative, come il Video Consortium che ho lanciato a Milano a posta per poter lavorare e creare lo spazio per poter imparare l’uno dall’altro. Al momento sto facendo un workshop con la Sundance Institute. Se riesci a tenere la matita appuntita, sei pronta a qualsiasi opportunità che ti possa venire incontro.

Su cosa stai lavorando al momento?

Sto montando il mio primo documentario lungometraggio sulla Siria per una regista in Germania, e sto continuando il percorso molto lungo di un documentario indipendente, Radical Landscapes, che si basa sulla mia scoperta degli archivi di mio padre che apparteneva al movimento di architettura radicale fiorentina. Sono la director e la producer di questo progetto. È un progetto storico e personale, molto speciale, che mi dà tanta soddisfazione. Negli ultimi mesi ho anche lavorato su una serie documentari per Netflix che uscira’ nella primavera del 2020, e un documentario corto che avra’ la premiere alla Tribeca Film Festival ad aprile. Poi ci sono stati lavori branded con AirBnb Experiences, WhatsApp e un’agenzia di consulenza di arte svizzera.

Seguite Elettra ed i suoi progetti su Instagram: @EFiumi @RadicalLandscapes
@FiumiStudios

Autore: Caterina Tarducci

Documentarista, sceneggiatrice, scrittrice e attivista ambientale. Ha diretto il documentario ambientale 50 Liters Life.